Mostre permanenti

GIRANDO A CINECITTÀ

Girando a Cinecittà, racconta dal 1937 al 1989, la storia di Cinecittà e delle produzioni più importanti che si sono susseguite negli Studios e che hanno costituito la storia del cinema. Un percorso che rende omaggio agli interpreti più famosi e alle pellicole più celebri attraverso una ricca selezione di immagini fotografiche, montaggi di estratti filmici e un’accurata selezione di costumi. La mostra presenta film storici e di propaganda - L’assedio dell’Alcazar, 1940; La Corona di Ferro, 1941 - estratti filmici del Neorealismo - Miracolo a Milano, 1951; Bellissima, 1951; Umberto D, 1952 – e un’ampia selezione dedicata al cinema internazionale della Hollywood sul Tevere: Audrey Hepburn; Jayne Mansfield, Ava Gardner e le italiane Loren, Lollobrigida, Mangano sono solo alcune delle celebrità attorno alle quali nasce il fenomeno del divismo. I costumi esposti rievocano interpreti e pellicole indimenticabili: Alida Valli e Farley Granger, in Senso, 1954, di Luchino Visconti; Elizabeth Taylor e Richard Burton ne La Bisbetica domata,1967 di Franco Zeffirelli; il costume di Totò ovvero Don Saverio Petrillo,“O pazzariello”, nel film L’oro di Napoli, 1954, di Vittorio De Sica; l’abito di scena di Clint Eastwood in Per un pugno di dollari, 1964, di Sergio Leone. Gli Spaghetti Western, la commedia all’italiana e gli anni settanta e ottanta sono raccontate in tre diversi ambienti tematizzati da scenografie appositamente realizzate. Il percorso si chiude con l’ingresso nell’ultima sala interamente dedicata ad un grande maestro del cinema, Sergio Leone: uno spazio la cui scenografia è ispirata a C’era una volta in America e in cui vengono proiettati estratti dei suoi capolavori: Il colosso di Rodi,1961; Il buono, il brutto il cattivo,1966; C’era una volta il west; 1968; Giù la testa,1971; C’era una volta in America, 1984.

PERCHÉ CINECITTÀ

Nel prestigioso spazio della Palazzina Fellini, un tempo Cinefonico degli Studios, in cui erano collocate le sale di doppiaggio e di missaggio, è in allestimento una mostra che esplora le ragioni della creazione di Cinecittà, dagli anni 30 fino alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Tre diversi ambienti per esplorare le ragioni storiche, politiche e culturali della nascita del luogo, l'avvio delle grandi produzioni e l'epilogo tragico.  Dal cinema muto al sonoro, dall’incendio della Cines alla progettazione di una modernissima città del cinema. La fondazione, l’inaugurazione, il progetto architettonico e gli anni delle produzioni nazionali.  Un racconto che, in un arco di tempo compreso tra il 1936 e il 1945 svela le ragioni della nascita di Cinecittà e lo scopo del rilancio della cinematografia nazionale.  I filmati sono dedicati alla costruzione e fondazione degli Studios, al periodo della Guerra e agli anni durante i quali Cinecittà era adibita a campo profughi. Fotografie e documenti dell’epoca sviluppano il racconto in cui trova spazio anche un approfondimento sul progetto architettonico razionalista di Gino Peressutti. Il percorso testimonia così lo sviluppo di Cinecittà alla Storia e al contesto socio-politico di quegli anni.

Federico Fellini

Un’intera sala dedicata al Maestro che ha scelto Cinecittà come luogo dove dar forma alla sua immaginazione. “Perché Cinecittà" viene spiegato attraverso filmati inediti,  disegni e immagini di Federico Fellini  presentati nella suggestione di un impianto scenografico appositamente realizzato per l’occasione da Alida Cappellini e Giovanni Licheri.
L’immaginario del Maestro viene presentato tra le arcate metafisiche del “Colosseo quadrato”, l’edificio dell’EUR amatissimo da Fellini e riprodotto dalla scenografia della sala. Oggetti simbolici, tratti da alcuni dei più famosi film sono collocati nelle nicchie: i Cardinali di Roma, l’albero di Amarcord, la prua della nave e il rinoceronte di E la nave va, l’elefante di Intervista, la luna de La voce della luna e il bozzetto originale della Venusia realizzato per Il Casanova di Federico Fellini da Giantito Burchiellaro.
La selezione dei costumi a cura di Nicoletta Ercole include gli abiti di: Giulietta Masina e Marcello Mastroianni in Ginger e Fred e Giulietta degli Spiriti; di Anita Ekberg in La Dolce vita, de I Clowns, e del bambino che suona il flauto nel finale di 8 ½ . Un immancabile omaggio a Fellini in occasione del ventennale della sua scomparsa.
 

inquilini di Cinecittà

Nella sala Visconti trasformata in una sala cinematografica, una selezione di filmati e di montaggi a cura di Italo Moscati che racconta i protagonisti della città del Cinema  oltre ad un approfondimento della storia di Cinecittà.

 

CINECITTA’ UN KOLOSSAL DA SCOPRIRE…
 
“Settantasei anni di Cinecittà. Una grande mole di film: circa quattromila. Una quantità impressionante di documenti in cui siamo entrati con spirito di avventura. Un kolossal di pellicole e di talenti.
Ancora oggi il nome Cinecittà trascina un interesse speciale: è un simbolo, una sorta di talismano che apre la curiosità del pubblico che non si stanca di volere conoscere come è nata questa leggenda e come la si può rivisitare.
Cinecittà accompagna in gran parte la storia del cinema italiano, negli anni dal 1937 al 1943-44, fino a quando la produzione viene sospesa per la Seconda Guerra Mondiale in corso, mentre si preparavano i grandi registi del neorealismo. 
Gli studi della Tuscolana erano sorti con l’ambizione di competere con Hollywood e Hollywood nel dopoguerra venne a Roma e si chiamò Hollywood sul Tevere. 
Fu il momento della maggiore fortuna di Cinecittà che favorì realizzazioni prestigiose di famosi registi italiani e americani; promosse tanti film molto amati dal pubblico, grazie ad attori, tra cui popolarissimi comici e divi, ma soprattutto dive indimenticabili.
L’idea-base è stata quella di fare un omaggio al cinema-cinema. Ovvero, mostrare in parallelo immagini della finzione e immagini dei documenti, per creare un’esauriente, coinvolgente evocazione di un’epoca che può resistere. Chiarezza cronologica e forza creativa. Uno spettacolo da leggenda, su cui ragionare, con passione e piacere”.
 
-Italo Moscati-